Ancora su : “cure odontoiatriche preventive e parcelle del dentista. “Torniamo al drill fill and bill?
Quanto riportato nell'articolo di Michele Bocci pubblicato su La Repubblica di inizio anno “Quando le cure del dentista servono soltanto alle parcelle” merita alcune considerazioni di tipo clinico e scientifico e più in generale sul livello della comunicazione scientifica italiana.
Prima di tutto pare veramente azzardato e privo di sostegno scientifico quanto citato in merito all’inutilità dei test salivari, dei test microbiologici e del trattamento delle micro-cavità : tutte queste affermazioni vanno infatti contro gli orientamenti nazionali e internazionali più avanzati in tema di salute e di prevenzione orale.
L’odontoiatria più moderna punta infatti ad evitare il più possibile gli interventi invasivi grazie ad un’attenta valutazione e prevenzione mirata dei fattori individuali di rischio, come avviene oggi peraltro in ogni altra branca della medicina.
Quindi paradossalmente l'articolo crea un potenziale problema proprio a quei dentisti che sacrificano i profitti a breve in nome di un approccio meno interventista, più preventivo e quindi capace di tutelare il paziente sia dal punto di vista della salute che da quello della spesa.
Credo invece al contrario del Bocci che tutti i dentisti e i pazienti dovrebbero scoprire e beneficiare di questo aspetto dell’odontoiatria ancora poco conosciuto/praticato ma che va decisamente nella direzione di una maggiore diffusione e sostenibilità del mantenimento della salute orale in Italia.
Confesso quindi che sono rimasto molto perplesso e dubbioso nel leggere l'inchiesta di Repubblica.
In due pagine viene portato un attacco violento alle metodiche di prevenzione odontoiatriche (anche le germectomie,la posturologia l'ortodonzia etc etc ) arrivando persino a dire che la detartrasi fatta troppo spesso o male è dannosa per il paziente (e ci mancherebbe!!!!) Credo che difficilmente un pezzo del genere possa essere frutto delle libere scelte giornalistiche di chi firma il pezzo e superare quindi indenne il filtro di una redazione sempre attenta e competente come quella di Repubblica.
In questa ultima ipotesi, se quindi il pezzo rappresenta non il pensiero isolato dell’autore ma quello della redazione che l’ha “filtrato”, mi chiedo quale strategia di comunicazione stia dietro all’attacco sistematico che viene portato alle metodiche preventive contenuto nello sfortunato articolo di Repubblica .
Non capisco insomma se stiamo assistendo alla nuova frontiera delle liberalizzazioni o all'ultimo ruggito della vecchia odontoiatria ( il cui motto non a caso era proprio per dirlo con gli autori anglosassoni drill-fill and bill )....sperando che non si siano messe d'accordo per l'occasione!!!! Ma forse è solo un brutto pensiero che una sincera rettifica della redazione che tarda ad arrivare potrebbe facilmente cancellare.
Dott. Luigi Paglia - Dipartimento di Odontoiatria Infantile - Istituto Stomatologico Italiano (Milano)