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Il dott. Luigi Paglia interviene sull’inchiesta di La Repubblica con una serie di considerazioni sul problema della corretta informazione scientifica e non solo
[venerdì 27 gennaio 2012]

Ancora su  : “cure odontoiatriche preventive e parcelle del dentista. “Torniamo al drill fill and bill?

Quanto riportato  nell'articolo di Michele Bocci pubblicato su   La Repubblica di inizio anno   “Quando le cure del dentista servono soltanto alle parcelle”   merita alcune considerazioni di tipo clinico e scientifico e più in generale sul livello della comunicazione scientifica italiana.

Prima di tutto pare veramente azzardato e privo di sostegno scientifico quanto citato in merito all’inutilità dei test salivari, dei test microbiologici e del trattamento delle micro-cavità : tutte queste affermazioni vanno infatti  contro gli orientamenti nazionali e internazionali più avanzati in tema di salute e di prevenzione orale.

L’odontoiatria più moderna punta infatti ad evitare il più possibile gli interventi invasivi grazie ad un’attenta valutazione e prevenzione mirata dei fattori individuali di rischio, come avviene oggi peraltro in ogni altra branca della medicina.

Quindi paradossalmente l'articolo crea un potenziale problema proprio a quei dentisti che sacrificano i profitti a breve in nome di un approccio meno interventista, più preventivo e quindi capace di tutelare il paziente sia dal punto di vista della salute che da quello della spesa.

Credo invece al contrario del  Bocci che tutti i dentisti  e i pazienti dovrebbero scoprire e beneficiare di  questo aspetto dell’odontoiatria ancora poco conosciuto/praticato  ma che va decisamente nella direzione di una maggiore diffusione e sostenibilità del mantenimento della salute orale in Italia.

Confesso quindi   che sono rimasto molto perplesso e dubbioso nel leggere l'inchiesta di Repubblica.

In due pagine viene portato un attacco violento alle metodiche di prevenzione odontoiatriche (anche le germectomie,la posturologia l'ortodonzia etc etc ) arrivando persino a dire che la detartrasi fatta troppo spesso o male è dannosa per il paziente (e ci mancherebbe!!!!) Credo che difficilmente un pezzo del genere possa essere frutto delle libere scelte giornalistiche  di chi firma il pezzo e superare quindi  indenne  il filtro di una redazione sempre attenta e competente come quella di Repubblica.

In questa ultima ipotesi, se quindi il pezzo rappresenta non il pensiero isolato dell’autore ma quello della redazione che l’ha “filtrato”, mi chiedo quale strategia di comunicazione  stia dietro all’attacco sistematico che viene portato alle  metodiche preventive contenuto nello sfortunato articolo di Repubblica .

Non  capisco insomma  se stiamo assistendo alla nuova frontiera delle liberalizzazioni o all'ultimo ruggito della vecchia odontoiatria ( il cui motto non a caso era proprio per dirlo con gli autori anglosassoni drill-fill and bill )....sperando che non si siano messe d'accordo per l'occasione!!!! Ma forse è solo un brutto pensiero che una sincera rettifica della redazione che tarda ad arrivare  potrebbe facilmente cancellare.

Dott. Luigi Paglia - Dipartimento di Odontoiatria Infantile - Istituto Stomatologico Italiano (Milano)


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