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La Regione Marche autorizza la presenza degli odontotecnici negli ambulatori pubblici
[giovedì 1 marzo 2012]

Con la deliberazione n°38 del 16 dicembre 2011 l’Assemblea legislativa regionale ha approvato il Piano Socio-Santario Regionale 2011/2014 con cui è stata definita la programmazione delle attività del Dipartimento per il prossimo triennio.

Tra le reti da potenziare la Regione indica anche l’odontoiatria con particolare attenzione verso queste azioni:

- la collaborazione funzionale tra odontotecnico e odontoiatra per l’eliminazione dei problemi masticatori con la messa in opera dei dispositivi protesici e con la presenza in studio per atti tecnici dell’odontotecnico, fatto salvo il diverso parere dell’odontoiatra;

- lo sviluppo dell’odontoiatria sociale valorizzando il centro di riferimento della SOOD odontostomatologica chirurgica e speciale dell’Azienda ospedaliera universitaria “Ospedali riuniti di Ancona” .

Indicazioni, spiega il sito della Confartigianato Veneto (Odotnotecnici.net), inserite su proposta del Consigliere regionale Moreno Pieroni in collaborazione con le associazioni di categoria odontotecniche.

Poche righe con un alto valore simbolico spiega il presidente regionale odontotecnici Fe.Na.Od.I. Vincenzo Lavana in una intervista pubblicata sul sito Odontotecnici.net.

“Certo, queste poche righe “annegate” all’interno di un Piano Sanitario non significheranno molto. Sono però un primo passo; danno visibilità ad una categoria ancora regolata da un Regio decreto del 1928. Che aspetta da ottant’anni un riconoscimento da parte delle istituzioni con l’approvazione del profilo o dell’Albo professionale. Il fatto che la Regione Marche è la prima ad aver inserito la figura dell’odontotecnico, facendolo in qualche modo uscire dall’ombra, all’interno di un Piano Sanitario e questo è per noi già motivo di felicità”.

“Indicazioni che –continua il presidente Lavana- semplicemente indicano che dietro alla produzione del manufatto protesico installato sul paziente del medico odontoiatra, c’è un lavoro di equipe nel quale il clinico e l’operatore odontotecnico sono impegnati insieme nella progettazione e nella messa in opera del dispositivo. Contrariamente a quanto recita il Regio Decreto del 1928, che vieta la presenza dell’odontotecnico all’interno dello studio medico, questo emendamento pone la figura del tecnico su un piano di collaborazione piena, qualificata ed efficace con il clinico, all’interno della struttura medica. Il tutto ovviamente per il bene del paziente”.

Anticipando le possibili reazioni, negative, della professione odontoiatrica il presidente Lavana, ricordando che è sempre l’odontoiatria ad avere l’esclusiva del rapporto con il suo paziente precisa.

“Qui non si legittima l’abuso della professione medica. Da sempre Fe.Na.Od.I. Confartigianato è impegnata a combattere la piaga degli abusivi sensibilizzando i propri aderenti e l’opinione pubblica attraverso la pubblicazione di articoli o video inormativi. Un conto è lavorare alla poltrona, magari con la copertura del medico compiacente e spacciarsi per dentista, confondendo le due figure professionali e creando volontariamente confusione al paziente. Un conto è invece presenziare accanto, e sottolineo accanto, al medico durante le fasi più importanti della lavorazione delle protesi. Nel’emendamento è ben specificato che la presenza è consentita solo per atti tecnici. Il tutto è finalizzato al lavoro di equipe per dare al paziente il meglio”.


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