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Assolta dentista accusata di malasanità per il decesso di un suo paziente in studio. La solidarietà di AIO Palermo
[mercoledì 20 febbraio 2013]

Si è concluso con l’archiviazione il procedimento legale a carico della nostra collega, Caterina Dottorato, avviato per indagare sul comportamento della dottoressa riguardo uno spiacevole incidente, avvenuto nel suo studio a maggio del 2011, nel quale perse la vita un paziente di 81 anni.

Il consiglio direttivo AIO Palermo, nel fare i migliori auguri alla Collega per la risoluzione di questa vicenda, stigmatizza il comportamento assunto dai mezzi di informazione che, come spesso accade in questi casi, hanno frettolosamente etichettato il fatto come “episodio di malasanità”.

Nelle motivazioni del dispositivo di archiviazione, emesso dal GIP del Tribunale di Termini Imerese, viene sancita la correttezza della condotta della nostra collega e l'assoluta imprevedibilità della morte del paziente, che non è in alcun modo riconducibile all'atto medico cui si stava sottoponendo.

Alla luce di questa vicenda, crediamo che sia doveroso un atto di autocritica da parte dei mezzi di informazione. Piuttosto che far prevalere l'abitudine in voga di “sbattere il mostro in prima pagina” - quando peraltro non si è certi che di “mostro” si tratti - andrebbe invece rispettata la professionalità dei colleghi, che si assumono ogni giorno le proprie responsabilità di fronte ai pazienti, ben consapevoli delle difficoltà e dei rischi da affrontare.

AIO Palermo auspica che in futuro i media possano usare maggiore prudenza, attenendosi a qualche semplice precauzione di “buon senso”:

-          Omettere di pubblicare nome e cognome del collega finché non ci sia una condanna certa. La stampa è in grado di orientare l'opinione e possiamo immaginare, pur augurandoci il contrario, che alcuni pazienti potrebbero aver revocato alla collega la fiducia dopo aver letto il suo nome su un articolo che parla di “malasanità”;

-          Approfondire i fatti prima di ipotizzare torbidi scenari di “malasanità”. Strideva da subito, in questo caso, il contrasto tra le affermazioni dei familiari del deceduto (che hanno da subito dichiarato di non volere accusare la dottoressa Dottorato, ringraziandola dei soccorsi prestati) e l'ipotesi di una responsabilità diretta della collega ;

-          Dare, all'archiviazione del procedimento, lo stesso rilievo che si è dato alla notizia in cui si ipotizzava la “presunta” condotta scorretta del medico. Anche in questa occasione, invece, al proscioglimento della collega è stato dedicato distrattamente (come si deduce anche dal fatto che il deceduto viene definito “la paziente” mentre si trattava di un uomo...) solo un piccolo trafiletto. Crediamo invece che sia doveroso che tutti sappiano, adesso, che la dott.ssa Caterina Dottorato si è comportata secondo “scienza e coscienza”, così come descritto nel dispositivo di archiviazione del Gip di Termini Imerese.

 

Se la stampa diffondesse le notizie riguardanti l’esercizio abusivo della professione odontoiatrica, con lo stesso impegno con cui si è dato risalto a questa spiacevole vicenda, essa fornirebbe ai lettori un servizio molto più utile e meritorio. Ogni giorno negli studi odontoiatrici privati italiani vengono svolte migliaia di prestazioni, con piena assunzione di responsabilità da parte dei colleghi e nel rispetto di protocolli e standard di qualità descritti nella letteratura scientifica internazionale, a garanzia della salute dei pazienti. La stessa salute che viene messa a rischio senza scrupolo là dove la nostra professione viene esercitata abusivamente.

Una vicenda tragica e spiacevole, come quella accaduta alla nostra collega, non ci può distrarre da questa evidenza, che ne esce anzi rafforzata perchè ai pazienti che quotidianamente siedono sulle nostre poltrone va garantita tutta l'assistenza necessaria, anche di fronte alle emergenze che possono malauguratamente verificarsi. Sui media nazionali si continuano a pubblicizzare le cliniche straniere “low cost”, utilizzando il comportamento scorretto di alcuni colleghi (che certamente stigmatizziamo, in attesa che rispondano dei loro comportamenti nelle sedi opportune) per denigrare un'intera categoria professionale, che a dispetto della crisi economica e di un clima mediatico spesso ostile non smette di investire in formazione, aggiornamento e innovazione tecnologica, distinguendosi spesso nella comunità scientifica con numerose e prestigiose pubblicazioni internazionali e costituendo così uno dei non tantissimi fiori all'occhiello che il nostro Paese, in questo momento poco favorevole, può esibire.

Rinnoviamo la solidarietà alla Nostra collega, rallegrandoci per l'archiviazione di questa triste vicenda e augurandole le migliori fortune professionali. L’AIO non smetterà di vigilare a sostegno di tutta la categoria.

Fulvio Gennaro: Presidente AIO Palermo

Antonio Marco Gargano: Consigliere AIO Palermo


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