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Cliniche dentali, i pazienti non le premiano. In Italia sono poco più di 300 i centri odontoiatrici low-cost ed in franchising
[martedì 28 maggio 2013]

Il servizio offerto dalle aziende ai clienti. E’ questo l’obiettivo della ricerca dell’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza (Itqf) che ha condotto una indagine intervistando online 74.275 cittadini verificando il gradimento verso i servizi offerti da 274 aziende appartenenti a 49 diversi settori produttivi.

In media sono stati considerati 271 giudizi per ogni azienda monitorata. Due le domande poste a cui si poteva rispondere solo con un si o un no: sei stato cliente negli ultimi 6 mesi dell’azienda? Hai ricevuto un servizio buono?

In base alle risposte è stata stilata la classifica: con oltre il 75% di risposte affermativa è stata assegnata la medaglia d’oro, con più del 70% quella d’argento mentre con almeno il 65% di risposte positive la medaglia di bronzo. Gradimenti sotto il 65% sono stati giudicati insufficienti.

Tra le aziende considerate dal sondaggio anche 7 cliniche odontoiatriche low-cost ed in franchising classificate agli ultimi posti (al 48° posto su 49)..

Al 206° posto della classifica pubblicata ieri su Corriere Economia, ma prima delle cliniche odontoiatriche considerate, Dental Center (60,2% di gradimento), seguita al 221° posto da Sarident (56,5%), da Dental Coop al 232° posto (54,3%), da Odonto Salute al 243° posto (50,8%), da Caredent al 252° posto (46,9%), da Dental Pro al 261° posto (41,8%) e da Giovanni Bona classificatosi al 271° posto su 274 con il 37,3% di gradimento.

Stando alla classifica pubblicata, gli italiani si fidano delle grosse catene o centri di vendita online ( Feltrinelli, Amazon, Calzedonia, eBay i primi classificati) mentre giudicano meno positivamente le aziende che si occupano si salute o cura della persona. Oltre alle cliniche dentali non piacciono neppure le farmacie online, i grandi centri ottici (unica eccezione il Gruppo Avanzi) le grandi palestre.

“Quanto rilevato conferma che i pazienti italiani non amano le grosse strutture odontoiatriche ma preferiscono rivolgersi al dentista libero professionista”, commenta il presidente ANDI Gianfranco Prada attraverso un comunicato stampa ricordando i dati del sondaggio commissionato nel maggio 2012 al prof. Renato Mannheimer.

“La ricerca dimostra anche che il prezzo non è l’unico aspetto che il paziente considera nella scelta del dentista al quale si affida e, fattore molto importante, non lo è neppure in tempi di crisi. E’ infatti il rapporto di fiducia che si instaura con il proprio dentista ad essere considerato come prioritario ed il paziente non gradisce essere curato da professionisti diversi come spesso avviene nei grossi centri odontoiatrici, negli ospedali oppure negli ambulatori pubblici territoriali. Inoltre, il giudizio negativo espresso dai cittadini considerati dall’indagine è anche condizionato dalla tariffa pagata, che non sempre è "low-cost" come viene spesso proposta  dalla pubblicità dei grossi centri odontoiatrici e comunque, a conti fatti, non si discosta quasi mai dalle tariffe medie praticate dai dentisti italiani liberi professionisti”.

Secondo una recente indagine condotta dalla Key-Stone i “marchi” low-cost e del franchising odontoiatrico sono circa 20 per un totale di 300 “negozi” in Italia: nel 2011 erano circa la metà.

 


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