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La crisi schiaccia i laboratori odontotecnici. Secondo la Key-Stone sono un milione le protesi e 5 milioni le corone prodotte nel 2009: in media 34 corone al mese a laboratorio
[martedì 16 febbraio 2010]

Se da anni i laboratori odontotecnici sono in affanno, l’attuale crisi economica li sta ulteriormente penalizzando. A dare dei dati certi è una ricerca condotta dalla Key-Stone -una delle più autorevoli società che si occupa di ricerche di mercato nel settore della sanità- che ha intervistato un campione rappresentativo di 650 laboratori odontotecnici italiani.

Ricerca che prima ancora di quantificare il calo di lavoro evidenzia come il laboratorio odontotecnico italiano sia prevalentemente di piccolissime dimensioni: il 43% è gestito dal solo titolare, il 31% da due addetti, il 26% ha più due addetti (prevalentemente 4-5). Laboratori che in media servono da 2 a 3 sudi; i più strutturati oltre 12 studi. L’89% degli intervistati dichiara di eseguire protesi mobile, l’81% lavorazioni di protesi fissa su metallo ceramica o ceramica integrale, il 57% protesi fissa in resina o composito.

Sul fronte della crisi la ricerca Key-Stone indica un calo di lavoro generalizzato quantificabile nel 15%. Un calo della produzione che ha riguardato circa il 60% dei laboratori odontotecnici italiani: in particolare quelli più piccoli sui quali si è misurato un calo del -22%.

“Non risultano grandi differenze tra protesi fissa e mobile –ci spiega Roberto Rosso presidente della Key-Stone- il fenomeno è infatti omogeneamente diffuso per il tipo di prestazione. Dal punto di vista geografico è il Sud Italia a far registrare la crisi più profonda, con un -17%. Nel Nord Ovest il calo minore, attestato intorno al -12%”.

Scorrendo i dati in protesi fissa il calo ha interessato più le corone singole ed i piccoli ponti a confermare come, probabilmente, il paziente tende ad aspettare a curarsi anche quando i costi per la riabilitazione sono più contenuti.

A confermare la difficoltà di spendere per il dentista una ricerca di Altroconsumo che indica come un paziente su dieci dichiara di aver dovuto chiedere un prestito per il dentista. “La più alta voce di spesa medica essenziale, in media 1.533 euro su base annua”, precisano dall’associazione.

Sentono meno la crisi i laboratori più strutturati, in particolare quelli attrezzati con tecnologia “Cad-Cam” (il 30% circa dei laboratori considerando anche coloro che si appoggiamo a centri di fresaggio esterni) che segnano un calo per questo tipo di produzione del 4%.

Per quanto riguarda le previsioni per il 2010 Roberto Rosso non si sbilancia. “Lo scenario non è roseo –ci dice- poiché generalmente le situazioni congiunturali approdano agli studi dentistici con mesi di ritardo rispetto a quando si manifestano apertamente nei mercati. Ciò è dovuto alla pianificazione pregressa delle terapie da parte dei pazienti che, una volta in cura continuano con i loro trattamenti. Ma a distanza di mesi dalle congiunture negative – e con la lunga coda della crisi in atto soprattutto in ambito occupazionale – si prevede una ulteriore riduzione di pazienti e minor accettazione dei preventivi di spesa più importanti, che riguardano per l’appunto la protesi”.


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